TOLENTINO: INAUGURATA LA SEDE DEL PD CON SERRACCHIANI | « Indietro
-Mentre in città fervono i lavori ‘preparatori’ per il rinnovo del Consiglio Comunale con le elezioni che si terranno nel mese di maggio, sabato scorso è stata inaugurata alla presenza del segretario regionale del PD, Palmiro Ucchielli, del consigliere regionale, Francesco Comi, del sindaco, Luciano Ruffini, del segretario della sezione locale, Maurizio Dignani, e di molti iscritti, la nuova sede del Partito Democratico. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza dell’europarlamentare, Debora Serracchiani, che ha delineato le molte sfide che attende l’Europa dall’Italia. Partendo da questo argomento abbiamo chiesto all’europarlamentare del Partito Democratico di spiegarci come ci vedono in Europa: “Finalmente in Europa abbiamo acquistato un buon pezzo di credibilità, anche se non è stato semplice, perché ci siamo impegnati molto per perdere credibilità; adesso stiamo spiegando all’Europa che siamo un Paese che con maggiore forza stiamo facendo riforme strutturali molto importanti, come la riforma delle pensioni e l’avvio del processo delle liberalizzazioni. Quindi ci guardano con meno paura di quanto non ci vedessero fino a un paio di mesi fa”.
Le statistiche dicono che i giovani si allontanano sempre più dalla politica. Cosa sta facendo il PD per attirare i giovani alla politica?
“Purtroppo attirare i giovani alla politica non è semplice, anche se nella sede del PD tolentinate ne ho visto molti! Il problema fondamentale è coinvolgerli ed interessarli. Il vero problema dei giovani è che hanno un vero corso di sopravvivenza quotidiano nella ricerca del posto di lavoro e della loro autonomia, che li distrae dall’interessamento della politica. C’è anche un problema di parole e di mode con cui viene fatta la politica, perché i giovani non amano la politica dei compromessi; vogliono le battaglie chiare e certe. Pensate a tutti quei giovani che hanno raccolto le firme per il referendum; c’è la necessità di una politica trasparente che possa interessare i giovani, anche perché per i giovani possano essere risolti alcuni problemi, cosa che significa che la politica non può essere una sorta di agenzia interinale dove mettere i giovani che non possono avere un’occupazione”.
Riforma delle pensioni e del lavoro: quali sono le proposte del PD?
“Sulla riforma delle pensioni abbiamo fatto un lavoro di inserimento di principi importanti: penso, ad esempio, al fatto che vengano esclusi dalla riforma i lavoratori precoci, cioè hanno iniziato a lavorare molto giovani; o a quelli che sono usciti dal mondo del lavoro e sono in mobilità senza poter accedere ai contributi previdenziali. Eppoi, abbiamo detto che occorre riformare il mercato del lavoro con un’attenzione a non togliere quelle forme di sussidio, che finora sono state l’unica soluzione, ma che vanno assolutamente riformate anche perché non sono più praticabili alla luce di ciò che succede in Europa; però bisogna farlo con molta attenzione, perché siamo in mezzo ad una crisi. Abbiamo detto sì ad una riforma degli ‘ammortizzatori sociali’, ma gradualmente in modo da consentire di mantenere ancora quei sussidi che ci sono; magari iniziare a parlare del salario minimo garantito. Siamo d’accordo nella necessità a riordinare i modelli di salari contrattuali. Si pensi che oggi per assumere una persona ci sono 46 modelli e quindi l’idea di far costare di più i contratti di precariato serve per invogliare l’assunzione dei lavoratori in modo ordinario. Inoltre abbiamo chiesto che venga rivisto il sistema fiscale delle ‘buste paga’ che è troppo pesante e che, tagliando il ‘cuneo fiscale’, potrebbe dare un po’ più di liquidità ai lavoratori”.